A pochi minuti da qui, un capitano scozzese ha regalato al lago il giardino più bello d’Europa — venti ettari dove ogni stagione dipinge un colore diverso.
La storia di un’ossessione bellissima
Nel 1931 il capitano scozzese Neil Boyd McEacharn acquistò un promontorio tra Pallanza e Intra e cominciò a trasformarlo in un giardino all’inglese, portando piante rare da ogni angolo del mondo. Non era un passatempo: era una missione che lo accompagnò per tutta la vita. Costretto a lasciare l’Italia nel 1939, donò la proprietà allo Stato italiano; tornato dopo la guerra, ne aprì le porte al pubblico. Morì nel 1964 proprio a Villa Taranto, la sua creatura, ricevendo la cittadinanza onoraria di Verbania. Oggi la villa stessa è sede della prefettura e non si visita, ma il giardino che l’ha resa celebre nel mondo è interamente aperto.
Un patrimonio botanico che si rinnova ogni stagione
Oltre 20.000 specie e varietà vegetali si distribuiscono su 16 ettari, attraversati da più di 7 chilometri di sentieri. In primavera il momento clou è il labirinto di tulipani, con decine di migliaia di bulbi e decine di varietà diverse che trasformano intere aiuole in tappeti di colore. Non mancano il celebre labirinto delle dalie, con oltre 350 varietà, le serre con la Victoria cruziana — una ninfea gigante dalle foglie enormi, originaria del Sud America — e i giardini terrazzati con fontane e giochi d’acqua che riportano al gusto ottocentesco delle grandi residenze di lago.
Un’atmosfera che cambia con le stagioni
Villa Taranto non è un giardino da vedere una volta sola. Chi lo visita in aprile trova i tulipani, chi arriva in estate trova le fioriture d’acqua e il verde più intenso, chi sceglie l’autunno trova i colori caldi che tingono gli alberi secolari. È un posto che si presta a più visite, e proprio per questo può diventare un consiglio ricorrente per chi soggiorna più a lungo sul lago.
Come arrivarci
Da Stresa si può raggiungere in auto, ma il modo più suggestivo resta il battello: la Navigazione Laghi collega Stresa a Villa Taranto passando per Baveno, con l’imbarcadero praticamente all’ingresso dei giardini. Un modo per godersi il lago due volte, andata e ritorno.




